Ho conosciuto la Fondazione circa undici anni e mezzo fa. Mia figlia Caterina aveva solo sette mesi quando, nell’ottobre del 2015, cercavo un posto vicino a casa dove acquistare dei ciclamini. È stato così che ho conosciuto Francesca. Le dissi subito che, in quel momento, Caterina era ancora troppo piccola e che non sarei riuscita a dedicarmi al volontariato, ma che avrei sempre cercato di sostenere la ricerca. Con il passare del tempo Caterina cresceva e io comprendevo sempre di più quanto la ricerca fosse fondamentale. All’epoca dei modulatori non si parlava ancora nemmeno. Francesca è stata per me come una seconda mamma, o meglio una cara amica: una persona con cui confidarmi, che ha accolto le mie lacrime, le mie paure e le mie speranze. Per questo, quando è arrivato il momento, mi è sembrato naturale pensare di raccogliere il suo testimone alla guida della Delegazione di Tradate e Gallarate.
