La fibrosi cistica è entrata nelle nostre vite senza chiedere il permesso. L’ha fatto dall’oggi al domani con prepotenza, invadendo le nostre giornate, il nostro tempo, i nostri pensieri. Per i primi mesi non è esistito altro che il nostro dolore e la nostra fatica. Dolore, nel pensare alla malattia genetica grave che accompagnerà nostro figlio per sempre e fatica, nel somministrare medicine e accompagnare nelle terapie quotidiane un bambino di pochi mesi.
Poi, dopo più di un anno dal primo incontro con la fibrosi cistica, è nato in noi il bisogno di sognare un futuro libero da questa terribile malattia. Così, conoscendo già il mondo di FFC ricerca, ci siamo rimboccati le maniche e, con l’aiuto prezioso di attività locali, abbiamo deciso di proporre le uova di Pasqua solidali. Non eravamo ancora legati a nessuna Delegazione o Gruppo di Sostegno. Volevamo dare una mano, e siamo partiti da lì.
