Sono passati sei anni e non passa giorno che io non pensi a questo gesto come a quello di un caro amico.
Sono passati sei anni e non passa giorno che io non pensi a questo gesto come a quello di un caro amico.
Riceviamo e pubblichiamo il pensiero di Damiano, volontario della Delegazione FFC Ricerca di Lodi, che convive con la fibrosi cistica. Chi lo conosce lo descrive come un’anima solare: ama definirsi un “pagliaccio” perché adora ridere e far ridere gli altri, portando leggerezza ovunque vada. In occasione del suo anniversario di trapianto, Damiano ha voluto dedicare una lettera aperta al suo “amico invisibile”, il donatore che gli ha permesso di tornare a respirare a pieni polmoni. Una riflessione intensa sul legame indissolubile tra chi dona e chi riceve una seconda vita.
Il tempo vola, proprio come i pensieri. Mentre percorro lo stesso sentiero sterrato che batto fin da quando ero bambino, la mia mente torna inevitabilmente a quel fatidico luglio 2019.
Chissà cosa stavi facendo tu in quel preciso istante? Forse eri al lavoro, o forse ti stavi godendo un giorno di ferie. Non lo so, ma so che in quel momento accadde qualcosa che cambiò per sempre le nostre vite. Per un misterioso intreccio del destino, tu perdevi la tua e, per una coincidenza straordinaria, salvavi la mia, offrendomi la possibilità di vivere una seconda volta.
Mi piace pensare che la tua anima, in quegli istanti, sia rimasta accanto ai tuoi cari. Immagino che tu sia stato come una brezza leggera capace di accarezzare i volti di tua moglie, o forse di tuo figlio: un ultimo, silenzioso abbraccio prima che il destino decidesse per entrambi. Mentre la tua vita si spegneva, la tua generosità stava già preparando il mio nuovo inizio.
È stato allora che mi hai fatto il dono più grande che si possa ricevere: il tuo respiro. Mi hai dato due polmoni che ancora oggi, a distanza di sei anni, funzionano dentro di me con la forza di due locomotive.
Non passa giorno che io non ti ricordi, amico mio. Ti chiamo così perché, anche se non conosco il tuo nome, siamo diventati una cosa sola. Io respiro anche per onorare il tuo dono e per renderti felice di questa scelta; io resto vivo per far vivere, in ogni mio sorriso e in ogni nota che suono, anche una parte di te.
Tanti auguri a noi.
(18 luglio 2019 – 18 luglio 2025)
P.S. Il mio ringraziamento più profondo va alla Chirurgia Toracica dell’Ospedale Zonda di Milano: ai chirurghi Dott. Nosotti e Dott. Rosso e alla loro splendida équipe, che lavorarono su di me per 14 ore ininterrotte. Grazie a tutti gli infermieri e ai medici che mi hanno seguito in ogni singolo movimento. E infine grazie a mia mamma Vilelma, a mia zia Eugenia e alla mano di mio papà, che sento essermi stato vicino durante tutta quell’attesa infinita.
